Estate 2009 a Shengjin

pubblicato 05 feb 2012, 08:27 da Amministratore Dominio

Oggi, 5 agosto 2009, siamo partiti per l’Albania. Chi ci è arrivato in auto (gruppo “Seghetti” di Verona), chi è giunto in aereo (gruppo di Brescia). Cosa ci ha spinti lo sappiamo: il desiderio forte di un incontro con una popolazione ed una terra a noi sconosciute. Cosa troveremo rimane un’ipotesi azzardata. Ci aspettano sicuramente le quattro meravigliose suore della missione di Shengjin, al Nord, ma il resto è l’incognita di una povera terra schiacciata dagli abusi potere, dal regime, sino alla fine degli anni ’90, quando noi vivevamo già da tempo i preziosi frutti della democrazia.

Questa terra, al primo sguardo, ci ha offerto rifiuti, un’aria inquinata da auto malridotte, strade dissestate e cubi di case abbandonate. La natura, bene comune di tutti e per tutti, non viene considerata qui un effetto personale da preservare (a differenza di Tirana o Kruja, vecchia capitale dell’Albania). Tuttavia, il contatto con la gente, con i ragazzi animatori che hanno collaborato nell’attività di Grest per i bambini, ci lascia sperare nella voglia di cambiamento.

Non è stato facile lavorare con classi numerose, senza regole, poco abituate ad ascoltare, piuttosto interessate al regalino finale portato dall’Italia, quel regalo che molti non si possono comperare. La nostra storia della “Gabbianella e il gatto” ha, però, condotto ad una riflessione profonda sulla speranza, sulla libertà. Un bambino mi dice che la sua aspirazione più alta è quella che l’Albania entri in Europa e lui possa volare in Italia con un visto che, al momento, è ancora impossibile ottenere. L’Italia come terra di speranza.. Vorrà studiare da noi, apprendere, vivere la nostra democrazia e poi tornare e portare questi doni alla sua terra, dove il concetto di libertà è stato confuso con il libero arbitrio, dove ciò che è personale vale qualcosa e ciò che è di tutti non vale più. Questa è la possibilità. C’è chi, invece, vuole realizzare le proprie aspirazioni a Tirana, a Lezha, a Scutari. C’è chi aspirazioni non sembra averne. Mancano spesso i mezzi e, talvolta, anche il pensiero del futuro: è più importante mangiare e sopravvivere ora.

Non so quanto siamo riusciti a promuovere il pensiero, le idee di questi bambini. Abbiamo fatto del nostro meglio in poco tempo. So soltanto che loro ci hanno obbligati a decentrarci dal nostro unico punto di vista italiano per poterli capire. E’ stata una ricchezza inestimabile per tutti e ciò che ci porteremo gli uni e gli altri nel cuore è la convinzione che la gabbianella volerà un giorno, sicuramente, aiutata dall’incontro con il gatto Zorba.

E a tutti noi l’augurio di apprezzare quotidianamente, nel giusto valore, il sommo bene a noi concesso dalla storia: la libertà nella democrazia.

 

Ilaria

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